Caroline Walker

La pratica artistica di Walker esplora le complessità della posizione delle donne nella  società attraverso i ritratti degli spazi della femminilità. Nel rappresentare i suoi soggetti nel loro abitare differenti interni, l’artista cattura esperienze contemporanee della condizione femminile, mostrando il divario tra la realtà vissuta e gli archetipi che le donne spesso impersonano.

Sull'artista

Caroline Walker (1982, Dunfermline, Scozia) ha studiato presso la  Glasgow School of Art e presso la Royal College of Art. Famosa per i suoi dipinti di donne in interni, Walker ha esibito nazionalmente e internazionalmente, più recententemente presso lo SpaceK a Seoul e a Kettle’s Yard a Cambridge. Per questa seconda mostra, all’artista è stato commissionato da Kettle’s Yard una serie in risposta alla crisi dei rifugiati, dando come risultato i  dipinti di cinque differenti donne in cui viene esplorato come lo status di migrante abbia influito nella loro relazione con il loro nuovo ambiente.

La pratica artistica di Walker esplora le complessità della posizione delle donne nella  società attraverso i ritratti degli spazi della femminilità. Nel rappresentare i suoi soggetti nel loro abitare differenti interni, l’artista cattura esperienze contemporanee della condizione femminile, mostrando il divario tra la realtà vissuta e gli archetipi che le donne spesso impersonano. Walker gioca con questa ambiguità, attirando il visitatore all’interno di questo mondo fittizio con i suoi accesi e attraenti dipinti, le cui superfici offrono appena abbastanza informazioni per affermare la realtà delle sue visioni, ma allo stesso tempo lasciando abbastanza spazio all’immaginazione del visitatore.

Nella sue serie Downtown LA and Palm Springs del 2016, Walker posiziona modelle professioniste all’interno di ricchi scenari, fotografandole e successivamente riproducendole su tela. I suoi dipinti erano stati  attentamente inscenati, dando una intensa sensazione cinematografica;presente anche nelle sue serie più recenti (Home 2017 e Service, 2017-18) che si occupano di figure “reali” come opposte ad attori i cui sentimenti vengono preservati. L’approccio di Walker è spesso parecchio voyeuristico: sbirciando attraverso veneziane o dalle porte per catturare i suoi soggetti assorbiti nei loro compiti o in loro stesse. Questo è un congegno intenzionale, sviluppato da Walker sotto l’influenza di registi quali Alfred Hitchcock, David Lynch e Paolo Sorrentino, i cui films hanno ispirato l’artista non solo in termini di congegni visivi per incorniciare le immagini, ma anche nel modo in cui le narrazioni vengono costruite attraverso la relazione del soggetto con l’osservatore, e la creazione di una onnicomprensiva e avvincente atmosfera.

Il suo lavoro si dedica anche alla storia della rappresentazione della donna nella pittura così come nel cinema. La storia dell’arte occidentale ha ampiamente posto lo sguardo maschile come colui/ciò che ritrae la figura femminile. Walker rivisita questa lunga tradizione adottando una prospettiva femminile, ricorrendo al voyeurismo contro se stesso per sfidare la posizione del visitatore, dal momento che l’artista e la modella condividono lo stesso genere.

In questo modo, Walker può empatizzare con le sue modelle, condividendo con esse lo stesso reame di soggettività. Come dice l’artista: “ Io dipingo donne perché in qualche modo sto dipingendo me stessa, e le mie stesse esperienze o le mie ansie, ma da una distaccata e oggettiva posizione che magari riflette anche il modo in cui noi tutte ci approcciamo al mondo.”