Daido Moriyama

Moriyama’s first major series was incorporated into a photobook entitled Japan: A Photo Theatre in 1968. Seeing the photobook as a work of art itself, Moriyama has often used it as a vehicle for displaying his static images and acknowledges it as one of the most effective ways to transmit his message.

Influences consist of a combination of artists and writers, including the prominent American artists Andy Warhol and William Klein, the pivotal Japanese photographers Eikoh Hosoe and Tōmatsu, and the novelist Yukio Mishima. A dedicated study of Moriyama’s works reveal that he also engages with and is indebted to his Japanese heritage, inspired by aspects of Japanese calligraphy and woodblock prints.

Sull'artista

Daido Moriyama (1938, Osaka, Giappone) è uno dei più importanti fotografi contemporanei giapponesi. Ha inizialmente studiato per divenire grafico, prima di rimanere affascinato dal mondo della fotografia e studiare con Takeji Iwamiya. Nel 1961 Moriyama si trasferisce a Tokyo, per aderire al gruppo di fotografi VIVO, prima di iniziare la sua carriera da fotografo freelance.

L'artista ha lavorato anche come assistente per il famoso fotografo Eikoh Hosoe, e lo ha coadiuvato nella realizzazione della sua buia ed erotica serie Ordeal by Roses del 1961-1962. Alla fine degli anni Sessanta, Moriyama si è allineato al lavoro di molti fotografi giapponesi d'avanguardia, tra cui Shomei Tomatsu e Takuma Nakahira, e ha collaborato alla rivista di fotografia radicale PROVOKE, la cui missione era quella di mettere in discussione la natura stessa della fotografia.

I primi lavori di Moriyama rivelano il lato oscuro della vita urbana giapponese, e la ripartizione dei valori rigorosi e tradizionali durante il periodo post-bellico. Uno degli obiettivi del fotografo è quello di rivelare la bellezza nascosta in quella che viene convenzionalmente considerata imperfezione, entrando a stretto contatto con il mondo - la visione giapponese del wabi-sabi che ricerca la bellezza nell’ imperfezione e la profondità nella natura. Fortemente ispirato dal romanzo On the Road di Jack Kerouac, Moriyama è interessato all'importanza del viaggio; vaga per le grandi metropoli e tenta di scoprire i lati più squallidi della vita urbana, così come le zone nascoste della città. In parte, per tali motivi, il suo lavoro rivela un forte senso voyeuristico.

La prima importante serie di Moriyama è stata inclusa in un album fotografico dal titolo Japan: A Photo Theatre nel 1968. Intendendo lo stesso album come un’opera d'arte, Moriyama se n’è spesso servito come veicolo per mostrare le sue immagini statiche e lo ha ritenuto uno dei metodi più efficaci per trasmettere il suo messaggio. Altri significativi album d’esordio sono stati The Hunter e Farewell Photography entrambi pubblicati dal 1972. Questo ultimo progetto ha costituito parte dell’obiettivo di Moriyama di "distruggere la fotografia", ed è oggi considerato un classico. Le fotografie sono generalmente scattate in bianco e nero, ma vi sono rare immagini provenienti da una serie creata nel 1970 in cui egli sperimenta con il colore.

Le scene urbane sono combinate a immagini metaforiche di malinconia in Cherry Blossoms e nella sua serie Accident, creando un senso di tensione e disagio. La pratica di Moriyama in sé riveste un ruolo fondamentale in questi primi lavori; le sue fotografie appaiono particolarmente scabre e minimali, tendono all'astrazione con il loro offuscamento della figura umana. Forse la sua fotografia più famosa è Stray Dog del 1971 che ha continuato a incuriosire e turbare gli spettatori dei nostri giorni. Essa è diventata un simbolo sia per la cultura giapponese del Dopoguerra che per l'artista stesso. Negli ultimi anni, la pratica di Moriyama ha subito un'alterazione nella tecnica. Le sue fotografie dal 1980 in poi si caratterizzano per la loro freschezza e leggerezza nella pratica. Esse includono forme corporee ondulate nella serie Collant, e la serie sensuale ed erotica Lips.

Le influenze si risolvono in una combinazione di artisti e scrittori, tra cui gli artisti di spicco americani Andy Warhol e William Klein, i maestri della fotografia giapponese Eikoh Hosoe e Tomatsu, e il romanziere Yukio Mishima. Uno studio incentrato sui lavori di Moriyama rivela che egli si è anche relazionato con ed è debitore alla tradizione giapponese, poiché è stato ispirato da alcuni aspetti della calligrafia e xilografia giapponese.

Le opere di Daido Moriyama sono esposte in diverse prestigiose e rinomate collezioni internazionali, tra cui il Museum of Modern Art di New York, il Metropolitan Museum of Art, anche esso a New York, il San Francisco Museum of Modern Art, il Getty Museum di Los Angeles, il Museo of Fine Arts di Boston, e il Centre Pompidou di Parigi. La sua fotografia è stata più volte premiata, tra i premi egli ha ottenuto il New Artist Award dalla Japan Photo Critics Association nel 1967, il Photographer of the Year Award assegnatogli dalla Photographic Society of Japan nel 1983, il Premio Arte Mainichi nel 2003, il Kulturpreis der Deutschen Gesellschaft fur Photographie e il premio alla carriera dalla Photographic Society of Japan nel 2004, e più recentemente egli è diventato Recipient per il Lifetime Achievement, assegnatogli dall’ International Centre of Photography nel 2012.

Daido Moriyama
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