Pamela Rosenkranz

Pamela Rosenkranz deals with complex issues related to human existence and nihilism, as well as globalisation and consumerism. She works with the deception of light and liquid to translate her conceptual ideologies, which are often presented through a range of media, including video, abstract sculptures, and installations. Rosenkranz’s artworks take aim at the empty centres of history, politics and our contemporary culture as a whole.

Rosenkranz provides an unmediated access to the real by presenting isolated objects side-by-side the scientific conditions of their existence. These themes are explored in works such as ‘Pure Reflections (Revolutionary Études)‘ featured in Open Source. The notion of meaninglessness in Rosenkranz’s work is explored further in the book ‘Pamela Rosenkranz: No Core’, written by Katya Garcia-Anton.

Sull'artista

Pamela Rosenkranz è nata ad Uri, in Svizzera, nel 1979. Si è laureata all’Università di Zurigo nel  2005, e successivamente nel 2010 ha conseguito l’MFA all’Accademia di belle arti di Berna. Nel 2012, la Rosenkranz partecipa all’Independent Residency Program della Rijksakademie di Amsterdam.

Pamela Rosenkranz affronta tematiche complesse legate all’esistenza umana e al nichilismo, così come alla globalizzazione a al consumismo. Adopera l’espediente della luce e del liquido per tradurre gli assunti teorici delle sue ideologie, che sono spesso rappresentate da una grande varietà di media, incluso il video, la scultura astratta, e l’installazione. Le opere della Rosenkranz prendono di mira i vuoti della Storia, della Politica e della nostra cultura contemporanea, in generale. La sua estetica risente di una ricerca onnipervasiva che si estende dal marketing alla, medicina alla filosofia, alla religione. La R. affronta temi impegnati usando una varietà di superfici traslucide, come ad esempio il Perspex e il Latex, bottiglie d’acqua etichettate, mobili IKEA e proiettori. Inoltre, il suo uso dinamico e gestuale di pigmenti brillanti allude alle fondamentali “Anthropometries” di Yves Klein. L’artista adatta gli elementi che usa nelle sue opere alla loro realtà fisica dissipando l’aspetto artificiale dell’opera d’arte nella pura assenza di significati della forma materiale.

L’uso di bicchieri, bottiglie di plastica, e di liquido riflesso nelle superfici che la Rosenkranz, presenta nell’ambito di Open Source: Art at the Eclipse of Capitalism, segna il suo interesse per la corporeità. La R. utilizza superfici riflettenti proprio per costringere l’opera a interagire con l’ambiente circostante e imporsi come entità fisica. Il suo lavoro e la sua ricerca spesso adottano un approccio biologico/medico. La luce come mezzo attrae la Rosenkranz specificamente in rapporto all’influenza che esercita sul corpo umano: come detta i ritmi del sonno e influenza l’organismo, per esempio. La R. comincia a rivolgere la propria attenzione all’acqua per esaminare l’atteggiamento che i soggetti che soffrono d’anoressia hanno rispetto ad essa. Alcuni studi rilevano che il liquido è percepito come puro, immateriale e anche detossinante, mentre in realtà ogni bottiglia di plastica nasconde colonie di ormoni e batteri, oltre che minerali.

La Rosenkranz fornisce un accesso immediato alla realtà presentando singoli oggetti classificati in base alla condizione scientifica della loro esistenza. Queste tematiche ricorrono in alcune opere come ‘Pure Reflections (Revolutionary Études)‘ apparsa in Open Source. La nozione di “assenza di significato” nella ricerca della Rosenkranz è ulteriormente presente nel libro ‘Pamela Rosenkranz: No Core’, scritto da Katya Garcia-Anton.

Pamela Rosenkranz
su Artuner