Paulo Nimer Pjota

Pjota unites art history with the complexity of contemporary social imagery to create large-scale, layered visual narratives. Drawing inspiration from the vernacular constructions of the ghettoes, popular imagery, such as cartoons, and artists like Cy Twombly and Jean-Michel Basquiat, the artist aims to highlight sensations of violence, conflict, and turmoil inherent to the periphery of urban conglomerates.

Characterised by gestures that vibrate with consternation, irony, contemplation and protest, his works create anachronisms that address the handling of icons and indexes and the role they have played throughout history under the guise of power relationships. Within this turbulent mess, illustrations are juxtaposed with classical still-lives; ancient Greek art with superheroes; archaeological artefacts with soda cans, and so on. Interlaced in this constellation of conflicting objects are cartoons, stains, graffiti tags, and scribbles.

Sull'artista

Paulo Nimer Pjota (n. 1988) è nato a Sao José do Rio Preto, Brasile e oggi vive e lavora a Sao Paulo. Vi si è trasferito all’età di 17 anni per studiare arti visive al Centro Universitário Belas Artes de Sao Paulo.

Pjota unisce la storia dell’arte con la complessità dell’immaginario sociale contemporaneo per creare narrative visuali stratificate, su larga scala. Attingendo ispirazione dal gergo delle costruzioni dei ghetti, immagini popolari, come i cartoni, e artisti come Cy Twombly e Jean-Michel Baquiat, l’artista mira ad evidenziare sensazioni di violenza, conflitto e tumulto inerenti alla periferia dei conglomerati urbani. Inoltre, il suo lavoro ha a che fare con ciò che è ordinario; con la formazione culturale propria di un luogo e con la catarsi pubblica.

Preferendo lavorare su larghe superfici, Pjota utilizza canvas, sacchi, e placche metalliche trovate in discariche. Espandendosi fino a dimensioni colossali, le narrative di Pjota evidenziano i cliché della pittura figurativa e di paesaggio e li intrecciano ai simboli della vita quotidiana. Incorporando rendizioni dettagliate di piante, vasi, parole isolate, cartoni, e figure storiche, gli ammassi di Pjota di forme diverse sono imbevuti di metafore e allusioni; si manifestano sulla tela con crudezza coloristica. Simultaneamente caotiche e calme, le sue composizioni sono piene di contraddizioni. Piuttosto che aderire a una comprensione singola e fluida, innumerevoli alternative di contestualizzazione si circondano l’un l’altra facendo apparire il suo lavoro sia meticoloso che random; spontaneo e disciplinato.

Caratterizzato da gesti che vibrano di costernazione, ironia, contemplazione e protesta, le sue opere creano anacronismi che chiamano in causa l’utilizzo di icone e di indici, e il ruolo che questi hanno giocato nella storia, travestiti da relazioni di potere. All’interno di una tale confusione turbolenta, le illustrazioni sono giustapposte a tradizionali nature morte; eroi dell’Antica Grecia con supereroi, artefatti archeologici con lattine di bibite frizzanti, e così via. All’interno di questa costellazione di oggetti in conflitto vi sono cartoni, macchie, tag dei graffiti, e scarabocchi. Qui, l’apprezzamento delle incisioni, dei disegni dei prigionieri e della tattoo art, rivela il suo passato da graffitaro per le strade di Sao Paulo.

Paulo Nimer Pjota
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