Yelena Popova

Popova’s work consists of contrasts between latent and manifest meanings, shape and content, form and material. Her documentary films, such as Particulate Matter, provide a relatively concrete exploration of the universal relationship between Capitalism and Industrialisation, across cultural intersections. The documentary’s aesthetic is evocative of Russian Constructivism and Soviet Montage.

Yelena Popova primarily focuses upon matter and materiality, using a wide variety of media to open up discourses to her audience. She creates discussions based upon the systematic relationship between objects in Industrial and Capitalist cultures, which is reinforced by the powerful contrasts present in her work and the equilibrium they manage to maintain.

Sull'artista

Yelena Popova (1978, Urali, Russia) vive e lavora a Nottingham. Ha studiato presso la Moscow Art Theatre School and Byam Shaw al Central St. Martins prima di ottenere il suo MA in Pittura presso il Royal College of Art nel luglio 2011.

Popova è un’artista che lavora con una vasta gamma di supporti, tra cui la pittura, il video e l'installazione. Riferendosi alla sua educazione negli Urali, l’artista è influenzata dai principi della Costruttivismo russo, e allo stesso tempo cerca spesso di discutere il costante sviluppo dell'industrializzazione e del paesaggio del capitalismo contemporaneo. All'interno del suo lavoro sia esso politico, estetico o metafisico, un notevole accento è posto sul tema dell’ equilibrio.

Il lavoro di Popova è dato dal contrasto tra significato latente e manifesto, tra forma e contenuto, tra aspetto e materiale. I suoi video documentari, come Particulate Matter, forniscono un'esplorazione relativamente concreta del rapporto universale tra capitalismo e industrializzazione, attraverso gli incroci culturali. L’estetica del documentario è evocativa del Costruttivismo russo e del Soviet Montage.

A corollario dei più supraliminali documentari, vi sono i suoi pannelli di lino, costituiti da forme eteree, che ricordano lo smog opalescente così spesso generato dalle città industrializzate. Si tratta di un'astrazione del tangibile, che tuttavia mantiene una forte tattilità. Le immagini rimandano a Turner, seppure la sua pratica si allinei in modo più concreto ai principi del Modernismo russo. Vige un senso intrinseco di equilibrio, incapsulato com’è nei contorni fluidi, interrotto soltanto dalla restrittiva tela rettangolare, e poi ripreso dai pannelli supplementari che fungono da satelliti circolari. Questo produce un contrasto simbolico tra l'eternità del cerchio e la finitezza del rettangolo. La materialità è esplorata con rigore; l'uso del lino, rivestito da panni dal colore tenue, crea un senso di tattilità, mentre il carattere etereo e acqueo di quest’ultimi rimanda virtualmente all’insussistenza.

Yelena Popova si concentra principalmente sull’idea di materia e materialità, utilizzando una vasta gamma di supporti per ampliare le possibilità di dialogo con il pubblico. L’artista porta avanti un dibattito basato sulla sistematica relazione che intercorre tra gli oggetti e le culture industriali e capitalistiche. Quest’ultimo è avvalorato dai potenti contrasti presenti nel suo lavoro e l'equilibrio che tali contrasti riescono a mantenere.

Yelena Popova
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