Memories Arrested in Space

October 1st, 2018 - November 9th, 2018

London

Curata Da artuner

Each of the exhibited artists champions an original and subversive approach to abstraction, or rather ‘non-figuration’, and art-making. From challenging the status-quo of the paintbrush, to questioning the bi-dimensionality of the canvas as a surface, these artists make us ponder age-old art historical questions of light, time, and landscape through unexpected means.

Artworks
in this exhibition

29 Settembre- 9 Novembre (dalle 10.00 alle 17.00)
Presso L’Istituto Italiano di Cultura, 39 Belgrave Square SW1X  8NT

ARTUNER ritorna a Belgrave Square, a Londra per il terzo anno consecutivo durante la  Frieze week.

ARTUNER e l’Istituto Italiano di Cultura di Londra sono lieti di presentare la nuova mostra Memories Arrested in Space, che verrà inaugurata venerdì 28 Settembre alle 18.00. L’esibizione resterà aperta per tutta la settimana di Frieze, e verrà ravvivata da una serie di talks ed eventi ospitati da questa importante istituzione culturale.

I confini e le relazioni tra immaterialità e fisicità, principi matematici e natura, realtà e finzione, caos e ordine sono diventati preoccupazioni sempre più presenti nella vita di tutti i giorni, dal momento che le nostre esistenze vengono mosse gradualmente ma inesorabilmente verso le predominanti realtà digitali.

Gli artisti selezionati per questa mostra si muovono precisamente a cavallo tra questi confini: Rebecca Salter, Serena Vestrucci, Paul Kneale, e Bea Bonafini.

Ciascun artista in mostra promuove un approccio originale e sovversivo all’astrazione, o piuttosto “non- figurazione”, e all’arte. Dallo sfidare lo status quo del pennello a mettere in discussione la bidimensionalità della tela in quanto superficie, questi artisti ci inducono a riflettere su secolari domande della storia dell’arte quali luce, tempo e paesaggi, attraverso strumenti inaspettati.

I lavori di Rebecca Salter (Keeper of the Schools of the Royal Academy) sono  astrazioni minimaliste estremamente dettagliate, un’enfasi  particolare è data alla mutua interazione tra il dipinto e il non dipinto sulla tela. La stratificazione di toni neutrali spesso pervade il lavoro con qualità eterea. I colori attenuati spesso offrono una tranquilla, seppur affascinante risposta alla natura. Nei suoi dipinti e disegni, Salter applica nozioni di mark-making che tradizionalmente appartengono alla calligrafia asiatica; la distinzione tra il fronte e il retro della tela svanisce, dal momento che l’artista si concentra sul creare un oggetto esistente nello spazio, piuttosto che una superficie dipinta; l’artista rivisita la grande tradizione Romantica dei dipinti di paesaggi e del tempo, attraverso l’uso di linee, piuttosto che colori. Rebecca Salter è stata eletta Royal Academician nel 2014 e Keeper of the Schools alla Royal Academy nel 2017. É stata un’artista in residenza presso la  Anni Albers Foundation, in Connecticut. Nel 2011, Salter ha avuto una grande retrospettiva presso il Yale Center for British Art: into the light of things 1981-2010.

Bea Bonafini crea ambienti immersivi bussando ai nostri più radicati istinti e memorie: domesticità e sacralità, talento e maestria, desiderio e aggressione. Queste  idee verosimilmente contrastanti rivelano le loro affinità con i tappeti intarsiati, opere d’arte, creati da Bonafini. Invitando il visitatore ad interagire attraverso tutti i sensi - sentendo la soffice stoffa sotto il piede nudo, ascoltando il gentile fruscio o struscio - questi tappeti a grande dimensioni si srotolano sotto gli occhi e allo stesso tempo svelano e nascondono le forme che li compongono. Giocando con punti di vista e illusioni ottiche, questi lavori siedono al confine tra figurativo e astratto, non smettendo mai di tirare lo spettatore a sé. Bea Bonafini si è laureata presso il Royal College of Art nel 2016 e nel 2017 è stata presentata alla mostra  Invites, un solo show dell’artista, organizzata da Zabludowicz Collection nella loro rinomata galleria londinese.

Le opere di Serena Vestrucci dalla serie Trucco (che in italiano genera ambiguità tra  cosmetico e trucco di magia) assume l’apparenza di ipnotiche e pulsanti nebule, un leggero riscontro viene a noi da distanze inconcepibili e paradisi sconosciuti. Queste attraenti astrazioni sono infatti composte da cosmetici (ombretti, fard, cipria...). Impiegando questo metodo per creare i suoi lavori, Vestrucci intelligentemente sovverte le relazioni tra colore e substrato: mentre la tela è generalmente concepita come subordinato alla pittura, il trucco è qui al servizio della pelle, in questo caso della tela. Serena Vestrucci ha ampiamente esposto in Italia, vincendo il Premio Cairo nel 2017. In Settembre 2018 è parte della mostra Young Italians 1968-2018 all’Italian Cultural Institute di New York. Questa è la sua prima mostra in Regno Unito.

Paul Kneale è interessato a come il mondo è costantemente tradotto nel un linguaggio digitale che semplifica, banalizza e depersonalizza il contenuto e le persona cui si rivolge. L’artista esplora il modo in cui le sfaccettature digitali della nostra esistenza possono essere rese manifeste e immaginate nuovamente nelle spoglie di un oggetto fisico. La sua tecnica all’avanguardia dello scanner painting non è solo un modo di fare arte, è un modo innovativo di utilizzare un oggetto di tutti giorno. Lo scanner diviene uno strumento per riflettere sul consumo di massa, così come i ready-made erano una riflessione sulla produzione di massa, combinando il dispositivo elettronico con il gesto dell’artista. I lavori di Paul Kneale sono inclusi nella mostra  Peindre la Nuit che inaugurerà a breve al Centre Pompidou Metz (Ottobre 2018). Alcuni dei suoi scanner paintings e delle sue sculture sono state recentemente in mostra presso the Rubell Family Collection e ai prestigiosi Giardini Thetis, nell’Arsenale Novissimo (Venezia), in un group shop visitabile durante La Biennale di Venezia 57°.

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