Paul Kneale

1000 Years of Sunshine Now, 2015

Digital Print on Linen

198.1 × 139.7 cm


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Artwork
Description

Paul Kneale’s familiarity with issues of digital versus physical reality is evident in his use of scanner technology to create the paintings of the ‘Post-post-post-production’ series, which blur the bounds between the two worlds. The works ambiguously inhabit both realms, serving as a reflection on temporality, the digital age and traditional artistic means.

Kneale is very interested in pointing at the ontological difference between film-based photographic process and the digital one, which is very similar to that employed by the scanner-printers used to generate his paintings. By leaving the machine’s lid open, Kneale manages to capture those elements that exist at the periphery of traditional systems of representation: atmosphere, light conditions and the technology’s glitches and labour. Moreover, the artist’s fascination with what he defines as ‘high-tech garbage’ – namely the flimsy consumer-grade scanner equipment – sparks considerations on today’s globalised consumerist economy.

The meditative quality of Kneale’s paintings is the result of the ‘time sandwich’ that makes the various layers of these works possible. He superimposes fast low resolutions scans to slow high definition ones, while feeding transparencies through the printing function of the machine. The resulting image looks incredibly deep: the different layers are all visible, like the mineral strata that constitute the flank of a ridge.

As Paul Kneale notes, each scanner has its own idiosyncratic personality – in the sense that they all respond to light and misuse in different ways – which leads to very singular chromatic arrangements. ‘1000 Years of Sunshine Now’ is very intense: it bears the palette of a fiery tropical sunset sky.

About
the artist

Nato in Canada nel 1986, Paul Kneale a ricevuto il suo MFA dalla Slade School of Fine Art (Londra) nel 2011 e dall’inizio del 2015 collabora a stretto contatto con ARTUNER.

I lavori di Kneale sono stati inclusi nella mostra Peindre la Nuit al Centre Pompidou Metz (Ottobre 2018). Alcuni dei suoi ultimi scanner paintings sono stati recentemente in mostra in occasione della mostra Contemporary Photography Forum al Boca Raton Museum (Florida, USA). Negli ultimi anni, i suoi lavori sono stati presentati alla Moscow International Biennale for Young Art, presso  Rubell Family Collection e nei prestigiosi Thetis Giardini nell’Arsenale Novissimo (Venezia), in un group show durante La Biennale di Venezia 57°. L’artista vive e lavora a  Toronto.

Kneale è interessato da come il mondo sia costantemente tradotto in un linguaggio digitale che semplifica, banalizza e de-personalizza I contenuti e le persone a cui si rivolge. L’artista esplora il modo in cui gli aspetti digitali della nostra esistenza possono manifestarsi ed essere re-immaginati nel corpo di un oggetto fisico.

L' artista ha manipolato scanner economici per generare un modo unico di dipingere. Invece di catturare un’immagine, lo scanner crea un’impressione della luce dell’ambiente all’interno dello studio dell’artista, mantenendo la traccia visiva astratta dell’atmosfera attorno alla macchina. Il processo è integrale alle sue nuove opere: gli ‘scanner painting’ sono formati da impressioni uniche e da multipli strati e striature spesso formati dal connubio fra fogli trasparenti e i colori risultanti dalle varie condizioni di luce nello studio.

Il contrasto fra tecnologie e i loro prodotti seriali risulta in quel che Kneale definisce come il ‘nuovo abietto’. In risposta al testo del 1980 di Julia Kristeva ‘Powers of Horror: An Essay on Abjection’, l’artista identifica un ‘nuovo abietto’ per la tecnologia d’informazione.

Descrivendo l’odierna repulsione per nuovi materiali, egli identifica uno stato di disorientamento nella cognizione del tempo e dello spazio, causata dal nostro abitare immateriale nelle nuove tecnologie.Questo sentimento si incarna in opere che spesso si riferiscono, in tecniche e modi innovativi e originali, alla simultaneità e alla stratificazione che accadono nelle nostre esistenze virtuali sempre ‘connesse’.

Kneale, in un’intervista con i-D Magazine, definisce Internet come ‘un modo tutto suo di essere nel modo’. La sua pratica mira a investigare il ruolo dell’arte in questa nuova enigmatica dimensione. Paul Kneale è un artista che esplora le possibili manifestazioni fisiche del digitale. La sua opera riflette sulle implicazioni di algoritmi e informazioni in flusso. Benché queste possano sembrare entità astratte, esse costituiscono e danno forma al nostro ambiente domestico quotidiano.

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Kneale is interested in how the world is constantly translated into a digital language which simplifies, trivialises and depersonalises content and the people it addresses. The artist explores the way in which digital facets of our existence can be manifested and reimagined in the flesh of the physical object.

 


Paul Kneale
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