Paul Kneale

Accept & Continue, 2017

Scan transfer on photo paper

29.7 × 21 cm


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Artwork
Description

Paul Kneale’s practice is intent on exposing the mechanisms behind socio-cultural processes often taken for granted in the contemporary world – such as the phenomenon of the digital as a system of vision. Best known for his scanner paintings, Kneale’s transfer scans can be regarded as a spin-off of that series. The artist’s technique involves the use of multiple photocopiers employed as a set of paintbrushes. By scanning the atmosphere of his studio with an open lid and nothing on the copy bed, while often feeding worn-out, wrinkled transparencies through the printer function and layering up strata after strata of erratic formations, Paul Kneale achieves luminous and mercurial compositions.

In his transfer scans, Kneale prints the scan on the wrong (non-porous) side of an acetate sheet, so that the ink doesn’t set properly. With the aid of an acetone solution, he then transfers the compositions on paper, occasionally with additional printed layers. This laborious technique recalls that of Robert Rauschenberg’s transfer drawings, where the artist would reclaim scraps of printed media to deftly comment on the excesses of contemporary visual culture.

Although the aesthetics of ‘Accept & Continue’ are obviously very similar to those of Paul Kneale’s scanner paintings series, the different scale of this artwork alters the viewer’s bodily encounter with it. Rendered in the popular A4 format, the work is more tightly connected to the means of its creation – namely, the scanner – while also inciting associations with familiar objects, such as published magazines, notepads, and other printed media.

About
the artist

Nato in Canada nel 1986, Paul Kneale a ricevuto il suo MFA dalla Slade School of Fine Art (Londra) nel 2011 e dall’inizio del 2015 collabora a stretto contatto con ARTUNER.

I lavori di Kneale sono stati inclusi nella mostra Peindre la Nuit al Centre Pompidou Metz (Ottobre 2018). Alcuni dei suoi ultimi scanner paintings sono stati recentemente in mostra in occasione della mostra Contemporary Photography Forum al Boca Raton Museum (Florida, USA). Negli ultimi anni, i suoi lavori sono stati presentati alla Moscow International Biennale for Young Art, presso  Rubell Family Collection e nei prestigiosi Thetis Giardini nell’Arsenale Novissimo (Venezia), in un group show durante La Biennale di Venezia 57°. L’artista vive e lavora a  Toronto.

Kneale è interessato da come il mondo sia costantemente tradotto in un linguaggio digitale che semplifica, banalizza e de-personalizza I contenuti e le persone a cui si rivolge. L’artista esplora il modo in cui gli aspetti digitali della nostra esistenza possono manifestarsi ed essere re-immaginati nel corpo di un oggetto fisico.

L' artista ha manipolato scanner economici per generare un modo unico di dipingere. Invece di catturare un’immagine, lo scanner crea un’impressione della luce dell’ambiente all’interno dello studio dell’artista, mantenendo la traccia visiva astratta dell’atmosfera attorno alla macchina. Il processo è integrale alle sue nuove opere: gli ‘scanner painting’ sono formati da impressioni uniche e da multipli strati e striature spesso formati dal connubio fra fogli trasparenti e i colori risultanti dalle varie condizioni di luce nello studio.

Il contrasto fra tecnologie e i loro prodotti seriali risulta in quel che Kneale definisce come il ‘nuovo abietto’. In risposta al testo del 1980 di Julia Kristeva ‘Powers of Horror: An Essay on Abjection’, l’artista identifica un ‘nuovo abietto’ per la tecnologia d’informazione.

Descrivendo l’odierna repulsione per nuovi materiali, egli identifica uno stato di disorientamento nella cognizione del tempo e dello spazio, causata dal nostro abitare immateriale nelle nuove tecnologie.Questo sentimento si incarna in opere che spesso si riferiscono, in tecniche e modi innovativi e originali, alla simultaneità e alla stratificazione che accadono nelle nostre esistenze virtuali sempre ‘connesse’.

Kneale, in un’intervista con i-D Magazine, definisce Internet come ‘un modo tutto suo di essere nel modo’. La sua pratica mira a investigare il ruolo dell’arte in questa nuova enigmatica dimensione. Paul Kneale è un artista che esplora le possibili manifestazioni fisiche del digitale. La sua opera riflette sulle implicazioni di algoritmi e informazioni in flusso. Benché queste possano sembrare entità astratte, esse costituiscono e danno forma al nostro ambiente domestico quotidiano.

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Kneale is interested in how the world is constantly translated into a digital language which simplifies, trivialises and depersonalises content and the people it addresses. The artist explores the way in which digital facets of our existence can be manifested and reimagined in the flesh of the physical object.

 


Paul Kneale
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