Rowena Harris

Accreted Part 2, 2013

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Artwork
Description

Paper, Photocopy, Enamel Coated Steel, Nylon, 70 x 45 x 35cm (Approx. dimensions) Photographer credit © Original&theCopy

Accreted Part 2 is a mobile consisting of three parts (circle, square and triangle) using the same faded colours as Accreted Part 1, pale green, yellow and white. The skeletal steel, which forms the structure used to display the sheets of paper becomes an integral part of the sculpture itself, supporting the photocopied paper components. There is a pronounced reference to Alexander Calder and minimalism while the strongly geometric components show a Constructivist influence.

The way in which the paper hangs also evokes a sense of abandon; the idea of ink drying on paper. The sheets themselves show impressions of the t-shirts found in Accreted Part 1. In a more general sense it could be said that Accreted Part 2 acts as a physical manifestation of the artist’s video practice. We are presented with a different form of moving image. Harris toys with our perception of the object’s value while the mobile configuration is nostalgic, pointing to a childhood naiveté thanks to minimal and pure forms.

About
the artist

Rowena Harris (1985, Norfolk, UK), vive e lavora a Londra. Ha conseguito un BA in Fine Art presso l’University College Falmouth, UK, e un MFA in Art Practice presso il Goldsmiths College di Londra. Nel 2014 ha vinto la borsa di studio Sainsbury per la British School di Roma, dove attualmente lavora.

Rowena Harris è un’artista poliedrica. Si serve della materialità per avviare una ricerca incentrata sul rapporto tra individuo e manufatti in cemento, in un ambiente sempre più digitalizzato. Significativa importanza è data alla comunicazione con lo spettatore, mediante l’uso di oggetti che creino un discorso funzionale, che pertiene agli elementi quotidiani e al loro valore estetico.

Nel formulare tale estetica, Harris utilizza materiali quali il calcestruzzo, il perspex e la resina, elementi altamente funzionali, in quanto simboli sintetici della capacità dell'uomo di creare, ma che sono allo stesso tempo contraddistinti dalla mancanza evidente di un’anima, sono privi del significato naturale. Tuttavia, Harris si assicura che l’essere umano sia presente in tutti i suoi lavori, in particolare attraverso la rappresentazione delle mani, che simboleggiano l’innata propensione umana alla creazione e che suggeriscono che le sue opere sintetiche sono, in ultima analisi, un’estensione dell’ essere umano, una proiezione della sua coscienza sociale.

La pratica di Harris è incentrata sulla percezione umana e abbraccia all’interno dei suoi lavori la fenomenologia dell’io, tra le altre cose. Di conseguenza il corpo diventa parte della composizione ed è commento al fatto che l'umanità sia definita dalla sua capacità di creare. Come risultato, il tecnologico e il sintetico diventano un'estensione del biologico. Questo è arricchito da un senso di identificazione, per cui vi sono diversi elementi collegati tra loro, a livello tematico o fisico. Gli elementi digitali spesso fanno da contorno, esemplificando il modo in cui gli oggetti sono apprezzati, a seconda del modo in cui essi vengono rilevati. È suggerito inoltre un crescente avvicinamento del genere umano al mondo tecnologicamente avanzato.

Il lavoro di Harris costituisce l'esplorazione di un'esperienza condivisa tra l'uomo e le sue creazioni, ma evidenzia anche la natura distinta degli oggetti esterni e loro unificazione, facilitata dalla percezione umana. L’opera dell'artista esemplifica il modo in cui l'umanità è allo stesso tempo unificata da un desiderio utilitaristico per il progresso e identificata attraverso l'esperienza fenomenologica.


Rowena Harris is a multi-disciplinary artist. She uses materiality to instigate an exploration of the relationship between individuals and concrete artefacts, in an increasingly digitised environment. There is a heavy importance placed upon communication with the viewer, using objects to create a utilitarian discourse, pertaining to everyday entities and their aesthetic value.

Harris’ work constitutes an exploration of a shared experience between humankind and its creations, but also highlights the nature of discrete external objects and their unification, facilitated by human perception. The artist’s oeuvre exemplifies the way in which humanity is simultaneously unified by a utilitarian desire for progress and individuated by phenomenological experience.


Rowena Harris
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