Paul Kneale

Après Garde II, 2018

Inkjet on Canvas

211 × 147.5 cm


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Artwork
Description

Paul Kneale’s scanner paintings translate the tangible into the intangible, creating a digital language conveyed by these colourful, psychedelic layers that explore our relationship with the digital world. The artist’s process utilises cheap scanners that capture the manipulated light of his studio. Despite a laborious practice that involves repeated scans and prints and infusions in acetone solution, the result is a vibrant and refreshing impression of the environment. The final product features the raw, colourful inks of the printer blending into one another in lines and shapes of varying prominence that fade into the background, in a new technique that resembles a watercolour brushstroke.

Kneale’s artwork comments on the “new abject” responding to Julia Kristeva’s 1980 text ‘Power of Horror: An Essay on Abjection’, identifying a modern disorientation caused by our immaterial inhabitation of new technologies. The artist grew up alongside the evolution of the computer and saw the world becoming gradually more digitalised in the enigmatic dimension of the Internet. The artwork’s creation process is consequently a reverse of much of today’s art that is created digitally to comment on or imitate our environment; Kneale’s artworks are created by the environment directly, creating an image via a computer.

In this new series of scanner paintings, Kneale pushes boundaries one step further, engaging the notion of the abstract painted mark – the Pollockian virile brushstroke – as standing for the artist’s subjective existence in time. Indeed, Paul Kneale does not challenge its authorship, but rather the apparent sincerity of its psychic condition.

About
the artist

Nato in Canada nel 1986, Paul Kneale a ricevuto il suo MFA dalla Slade School of Fine Art (Londra) nel 2011 e dall’inizio del 2015 collabora a stretto contatto con ARTUNER.

I lavori di Kneale sono stati inclusi nella mostra Peindre la Nuit al Centre Pompidou Metz (Ottobre 2018). Alcuni dei suoi ultimi scanner paintings sono stati recentemente in mostra in occasione della mostra Contemporary Photography Forum al Boca Raton Museum (Florida, USA). Negli ultimi anni, i suoi lavori sono stati presentati alla Moscow International Biennale for Young Art, presso  Rubell Family Collection e nei prestigiosi Thetis Giardini nell’Arsenale Novissimo (Venezia), in un group show durante La Biennale di Venezia 57°. L’artista vive e lavora a  Toronto.

Kneale è interessato da come il mondo sia costantemente tradotto in un linguaggio digitale che semplifica, banalizza e de-personalizza I contenuti e le persone a cui si rivolge. L’artista esplora il modo in cui gli aspetti digitali della nostra esistenza possono manifestarsi ed essere re-immaginati nel corpo di un oggetto fisico.

L' artista ha manipolato scanner economici per generare un modo unico di dipingere. Invece di catturare un’immagine, lo scanner crea un’impressione della luce dell’ambiente all’interno dello studio dell’artista, mantenendo la traccia visiva astratta dell’atmosfera attorno alla macchina. Il processo è integrale alle sue nuove opere: gli ‘scanner painting’ sono formati da impressioni uniche e da multipli strati e striature spesso formati dal connubio fra fogli trasparenti e i colori risultanti dalle varie condizioni di luce nello studio.

Il contrasto fra tecnologie e i loro prodotti seriali risulta in quel che Kneale definisce come il ‘nuovo abietto’. In risposta al testo del 1980 di Julia Kristeva ‘Powers of Horror: An Essay on Abjection’, l’artista identifica un ‘nuovo abietto’ per la tecnologia d’informazione.

Descrivendo l’odierna repulsione per nuovi materiali, egli identifica uno stato di disorientamento nella cognizione del tempo e dello spazio, causata dal nostro abitare immateriale nelle nuove tecnologie.Questo sentimento si incarna in opere che spesso si riferiscono, in tecniche e modi innovativi e originali, alla simultaneità e alla stratificazione che accadono nelle nostre esistenze virtuali sempre ‘connesse’.

Kneale, in un’intervista con i-D Magazine, definisce Internet come ‘un modo tutto suo di essere nel modo’. La sua pratica mira a investigare il ruolo dell’arte in questa nuova enigmatica dimensione. Paul Kneale è un artista che esplora le possibili manifestazioni fisiche del digitale. La sua opera riflette sulle implicazioni di algoritmi e informazioni in flusso. Benché queste possano sembrare entità astratte, esse costituiscono e danno forma al nostro ambiente domestico quotidiano.

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Kneale is interested in how the world is constantly translated into a digital language which simplifies, trivialises and depersonalises content and the people it addresses. The artist explores the way in which digital facets of our existence can be manifested and reimagined in the flesh of the physical object.

 


Paul Kneale
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