David Czupryn

Both at Once, 2016

Oil on Canvas

250 × 180 cm


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Artwork
Description

David Czupryn’s compositions are like enchanting enigmas. Cloaked in ambiguity and wonder, Czupryn’s hybrids always seem to pose puzzling riddles to the viewer. At first, one might think they’re looking at an abstract work of art. However, this impression soon proves inaccurate, and the bizarre characters populating these paintings clearly start to manifest themselves.

The figure slowly emerging from the tiled background is reminiscent of the mythical Janus head – a Roman deity possessing two faces, often suggesting deceit, but also that, by nature, humans are mostly de-centred and unknown even to themselves. ‘Both at Once’ shows the character performing two actions at the same time – the side facing the wall is urinating, while the head turned to the audience is vomiting: a common epilogue to drunken delirious nights. With playfulness and irony, Czupryn only hints at this topic, and makes his unbalanced protagonist throw up a Calder sculpture.

The artist often likes to play with the viewer’s expectation of perspective and setting. As Janus heads used to guard doorways, delimiting the passageway between domestic and outside world, it is ambiguous whether ‘Both at Once’ is set inside or outdoors. The tiled walls might suggest an interior, while the green floor, the rock with its stylised trees, and the suspended bridge above, seem to indicate the scene is taking place in a beautiful landscape. And finally, that view out the window: is it a sky from an astronaut’s perspective, or is it an ocean?

About
the artist

David Czupryn (1983) è un artista tedesco laureatosi presso la Kunstakademie di Düsseldorf nel 2015 (2007-2015) e da allora ha lavorato a stretto contatto con ARTIER. Nel 2016 ha ricevuto il  70th International Bergische Art Prize con un solo show presso la Kunstmuseum Solingen in Ottobre 2017. Nello stesso anno, ha partecipato a due mostre presentando nuovi lavori presso la collezione Uziyel a Londra e  a Palazzo Capris a Torino, entrambe curate da ARTUNER. Attualmente vive e lavora a Düsseldorf.

Nei suoi dipinti surrealisti, David Czupryn crea mondi fantastici, abitati da ibridi umanoidi e creati con materiali a metà strada tra natura, polimeri artificiali e immaginazione. La sua pratica è generalmente informata da una ricerca del perturbante, condotta da un punto di vista per lo più 'viscerale'. Per l’appunto, sebbene i suoi lavori siano intessuti di teorie psicoanalitiche, Czupryn non approfondisce mai questo ambito nelle sue opere.

La sua tecnica è perfetta: il 'metodo a strati' impiegato da Czupryn si rivela alquanto meticoloso e le pennellate risultano invisibili. Infatti, la superficie del quadro è piuttosto piatta, sebbene trasmetta un senso di profondità e ricchezza dei materiali raffigurati. La sintesi di natura e materiali realizzati con tecniche industriali è un aspetto molto importante nel lavoro dell'artista.

Czupryn ha iniziato la sua carriera artistica come scultore, con Georg Herold. Successivamente ha deciso di concentrarsi esclusivamente sulla pittura. Ha messo da parte la scultura e tutti i suoi lavori. Per mesi, ogni giorno, ha preferito esercitarsi con le tecniche della pittura, con il trompe l'oeil in particolar modo, come insegnatogli da McKenzie. Un momento di svolta arriva nel 2012, quando l’artista vede un dipinto tardo gotico di una scultura realizzato con la tecnica a grisaille. Da quel momento, Czupryn riprende le sue prime sculture e inizia a rappresentarle su tela.

Surrealismo e Metafisica (Salvador Dalì e Giorgio de Chirico in particolare) sono senza dubbio i primi punti di riferimento che saltano all’occhio quando si guardano i dipinti di Czupryn. Tuttavia, fonti di ispirazione precipue dell'artista sono le opere del fotografo Diane Arbus e dell’artista americano Matthew Barney.


In his surrealist paintings David Czupryn creates fantastic worlds, inhabited by humanoid hybrids and built with materials found at the intersection between nature, man-made polymers and imagination.


David Czupryn
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