Pietro Consagra

Ferro Trasparente Turchese, 1966

painted iron

60 × 4 × 43 cm

Edition size: 4


Interested in purchasing this work?

Enquire

Additional Information

Artwork
Description

Pietro Consagra’s “Ferro Trasparente Turchese” (1966) is part of his “Ferri Transparenti” series. The term “ferro transparente” translates to “transparent iron.” The artist named it to describe the diaphanous effect of the overlapping iron sheets being loosely welded with each other to create voids, creating a sense of translucency.

“Ferro Trasparente Turchese” is representative of Consagra’s style in that he rejects the canonical three-dimensionality of sculpture. Instead, he challenges the common perception of the medium through the flatness of his models, blurring the lines between full sculpture, relief and painting.

The artwork’s flatness, coupled with turquoise colour, and its stem and head gives it a plant-like quality, which is emphasised when exhibited with others of this series.

At the time prior to “Ferri Transparenti” series, in the 1960s, Consagra had already become a well established artist in Italy and the United States. He experimented with burnt wood before transitioning to iron, which he painted with nitro varnish. His choice of colours, within this series is representative of the influence the Pop scene of the postwar period had on his work; he predominately used green, pink, red, fuchsia, purple and turquoise.

About
the artist

Pietro Consagra ( n. 1920-m.2005) è nato a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti a Palermo prima di fondare nel 1947, a Roma, il Gruppo Forma I, un collettivo Marxista e formalista  che rifiutava il popolare astrattismo romantico e la distorsione comuni nell’epoca. Avendo esposto in varie gallerie italiane e partecipato alla Biennale di Venezia undici volte tra il 1950 e il 1993, Consagra ha goduto di fama internazionale, includendo mostre alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, al Centro Pompidou a Parigi e alla Tate Gallery di Londra.

Consagra è stato uno dei più celebri scultori italiani del dopoguerra il cui lavoro respinge la tradizionale tridimensionalità dalla scultura per abbracciare un modo molto più diretto di far dialogare arte e pubblico. Interessato sopratutto a liberare la scultura da ogni bagaglio storico ereditato, Consagra lavorò col bronzo e col ferro per creare sculture piatte e quasi bidimensionali. In questo modo, accantonò la normativa che instaura un centro autoritario, a favore di un più diretto ‘tete-a-tete’ tra il suo lavoro e l’osservatore. Per Consagra, l’ “ubicazione diventa significato”; i suoi lavori utilizzavano l’astrazione per mostrare il significato che altrimenti non si sarebbe mai rivelato. Dal 1952, avvia la serie ‘Colloqui’, una collezione di sculture in bronzo che sono caratterizzate dalla plasticità della loro sottile superficie: piani sovrapposti, spazi vuoti e strutture mutevoli destabilizzano ogni accenno di un punto di vista ‘convenzionale’.

Negli anni Sessanta, il colore diventa un elemento essenziale nella scultura di Consagra. La sua serie ‘Ferri Trasparenti’ ha visto nei lavori l’uso del monocromo rosa, viola, blu e rosso che affronta i problemi della prospettiva frontale diventando mobile, ruotandosi col tocco della mano. Fondamentalmente, i frammenti curvi e i colori ribelli dei lavori di Consagra sono la parte più vitale del suo rifiuto verso i canoni della scultura tradizionale. Usando le parole dell’artista: “L’arte è l’unico modo di tenersi sospettosi, suscettibili, nervosi,insofferenti, evasivi, entusiasti, equilibrati, squilibrati, attenti, aggressivi, pigri, fantasiosi,libidinosi, liberi, inafferrabili.” La tensione che compare da queste contraddizioni è ciò che rendi i lavori di Consagra  un potente strumento psicologico per entrare in contatto col pubblico.


 

In the words of the artist:Art is the only way to keep oneself suspicious, susceptible, nervous, intolerant, evasive, enthusiastic, balanced, unbalanced, attentive, aggressive, lazy, imaginative, libidinous, free, ungraspable.


Pietro Consagra
su Artuner