Paul Kneale

OK Hole, 2017

Inkjet on Canvas

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Artwork
Description

Paul Kneale’s scanner paintings question the emergence of the digital as a system of vision. His subversive technique involves the use of multiple scanner machines instead of the traditional paintbrush set in order to create non-figurative paintings. Although Kneale begins the creation of his works always with the same action – scanning the space and light above the empty copy bed keeping the lid open – the final results are endlessly varied. The artist often refers to the scanners as having each a different personality, capable of yielding different results. Through experimentation and experience of such unusual visual lexicon, Kneale has indeed become nimble enough to harness the appliance’s potential and orchestrate it to create captivating symphonies of textures and colours.

‘OK Hole’ displays some of the most iconic traits of Paul Kneale’s scanner paintings. The severe horizontal lines gradually fade and interlace with the sensuous dunes of creased acetate sheets. The different strata of the work beacon at the viewer from a background of haziness and darkness; akin to the process of remembering, these layers bear the traces of the passage of time. Indeed, the so-called ‘time-sandwiches’ are created when the artist superimposes quick, low-resolution scans to slow, high-definition ones: it is archaeology in reverse.

About
the artist

Nato in Canada nel 1986, Paul Kneale a ricevuto il suo MFA dalla Slade School of Fine Art (Londra) nel 2011 e dall’inizio del 2015 collabora a stretto contatto con ARTUNER.

I lavori di Kneale sono stati inclusi nella mostra Peindre la Nuit al Centre Pompidou Metz (Ottobre 2018). Alcuni dei suoi ultimi scanner paintings sono stati recentemente in mostra in occasione della mostra Contemporary Photography Forum al Boca Raton Museum (Florida, USA). Negli ultimi anni, i suoi lavori sono stati presentati alla Moscow International Biennale for Young Art, presso  Rubell Family Collection e nei prestigiosi Thetis Giardini nell’Arsenale Novissimo (Venezia), in un group show durante La Biennale di Venezia 57°. L’artista vive e lavora a  Toronto.

Kneale è interessato da come il mondo sia costantemente tradotto in un linguaggio digitale che semplifica, banalizza e de-personalizza I contenuti e le persone a cui si rivolge. L’artista esplora il modo in cui gli aspetti digitali della nostra esistenza possono manifestarsi ed essere re-immaginati nel corpo di un oggetto fisico.

L' artista ha manipolato scanner economici per generare un modo unico di dipingere. Invece di catturare un’immagine, lo scanner crea un’impressione della luce dell’ambiente all’interno dello studio dell’artista, mantenendo la traccia visiva astratta dell’atmosfera attorno alla macchina. Il processo è integrale alle sue nuove opere: gli ‘scanner painting’ sono formati da impressioni uniche e da multipli strati e striature spesso formati dal connubio fra fogli trasparenti e i colori risultanti dalle varie condizioni di luce nello studio.

Il contrasto fra tecnologie e i loro prodotti seriali risulta in quel che Kneale definisce come il ‘nuovo abietto’. In risposta al testo del 1980 di Julia Kristeva ‘Powers of Horror: An Essay on Abjection’, l’artista identifica un ‘nuovo abietto’ per la tecnologia d’informazione.

Descrivendo l’odierna repulsione per nuovi materiali, egli identifica uno stato di disorientamento nella cognizione del tempo e dello spazio, causata dal nostro abitare immateriale nelle nuove tecnologie.Questo sentimento si incarna in opere che spesso si riferiscono, in tecniche e modi innovativi e originali, alla simultaneità e alla stratificazione che accadono nelle nostre esistenze virtuali sempre ‘connesse’.

Kneale, in un’intervista con i-D Magazine, definisce Internet come ‘un modo tutto suo di essere nel modo’. La sua pratica mira a investigare il ruolo dell’arte in questa nuova enigmatica dimensione. Paul Kneale è un artista che esplora le possibili manifestazioni fisiche del digitale. La sua opera riflette sulle implicazioni di algoritmi e informazioni in flusso. Benché queste possano sembrare entità astratte, esse costituiscono e danno forma al nostro ambiente domestico quotidiano.

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Kneale is interested in how the world is constantly translated into a digital language which simplifies, trivialises and depersonalises content and the people it addresses. The artist explores the way in which digital facets of our existence can be manifested and reimagined in the flesh of the physical object.

 


Paul Kneale
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