Pietro Consagra

Sottilissima n.1, 1995

stainless steel

Dimensions Variable

Edition size: 9


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Artwork
Description

Following in his Sottilissima series, Consagra created this sculpture which offers the least possible thickness of material to create the perfect evocation of a presence-absence. The work acts as a sort of diaphragm delineating the tension between space and object, a steel sail which exists as an almost imperceptible suspension in nothingness.

This frontality allows Consagra to explore a mode of interaction which is more direct, as art and audience are opened up to one another in a two-dimensional dialogue. The Sottilissime propose an offer to the viewer’s imagination as they act as veils which reveal and conceal the space around them.

About
the artist

Pietro Consagra ( n. 1920-m.2005) è nato a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti a Palermo prima di fondare nel 1947, a Roma, il Gruppo Forma I, un collettivo Marxista e formalista  che rifiutava il popolare astrattismo romantico e la distorsione comuni nell’epoca. Avendo esposto in varie gallerie italiane e partecipato alla Biennale di Venezia undici volte tra il 1950 e il 1993, Consagra ha goduto di fama internazionale, includendo mostre alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, al Centro Pompidou a Parigi e alla Tate Gallery di Londra.

Consagra è stato uno dei più celebri scultori italiani del dopoguerra il cui lavoro respinge la tradizionale tridimensionalità dalla scultura per abbracciare un modo molto più diretto di far dialogare arte e pubblico. Interessato sopratutto a liberare la scultura da ogni bagaglio storico ereditato, Consagra lavorò col bronzo e col ferro per creare sculture piatte e quasi bidimensionali. In questo modo, accantonò la normativa che instaura un centro autoritario, a favore di un più diretto ‘tete-a-tete’ tra il suo lavoro e l’osservatore. Per Consagra, l’ “ubicazione diventa significato”; i suoi lavori utilizzavano l’astrazione per mostrare il significato che altrimenti non si sarebbe mai rivelato. Dal 1952, avvia la serie ‘Colloqui’, una collezione di sculture in bronzo che sono caratterizzate dalla plasticità della loro sottile superficie: piani sovrapposti, spazi vuoti e strutture mutevoli destabilizzano ogni accenno di un punto di vista ‘convenzionale’.

Negli anni Sessanta, il colore diventa un elemento essenziale nella scultura di Consagra. La sua serie ‘Ferri Trasparenti’ ha visto nei lavori l’uso del monocromo rosa, viola, blu e rosso che affronta i problemi della prospettiva frontale diventando mobile, ruotandosi col tocco della mano. Fondamentalmente, i frammenti curvi e i colori ribelli dei lavori di Consagra sono la parte più vitale del suo rifiuto verso i canoni della scultura tradizionale. Usando le parole dell’artista: “L’arte è l’unico modo di tenersi sospettosi, suscettibili, nervosi,insofferenti, evasivi, entusiasti, equilibrati, squilibrati, attenti, aggressivi, pigri, fantasiosi,libidinosi, liberi, inafferrabili.” La tensione che compare da queste contraddizioni è ciò che rendi i lavori di Consagra  un potente strumento psicologico per entrare in contatto col pubblico.


 

In the words of the artist:Art is the only way to keep oneself suspicious, susceptible, nervous, intolerant, evasive, enthusiastic, balanced, unbalanced, attentive, aggressive, lazy, imaginative, libidinous, free, ungraspable.


Pietro Consagra
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